Live at The Beaver Inn
Tommaso Starace Organ Trio, «Live at The Beaver Inn», Dodicilune Records, 2026, 1 CD.
Con questo album titolato “Live at The Beaver Inn”, Tommaso Starace restituisce una prospettiva oggi non scontata, vale a dire la capacità di riportare un linguaggio come il jazz alla sua dimensione più diretta, quella generata dal palco, dall’interazione diretta e dall’ascolto reciproco. Pubblicato da Dodicilune e distribuito da IRD, il disco documenta infatti un concerto dal vivo tenuto nello storico North Devon Jazz Club, luogo che negli ultimi vent’anni ha saputo costruire una solida identità nella scena jazzistica britannica.
Starace, sassofonista milanese naturalizzato britannico dal 1994, guida qui un “organ trio” essenziale e compatto, con Martin Jenkins all’organo Hammond e Pip Harbon alla batteria. La scelta dell’organico richiama una tradizione ben precisa, legata al soul jazz e all’hard bop, ma l’album evita ogni facile esercizio dal gusto nostalgico. Il suono è caldo e immediato, l’interplay nasce da una affinità maturata e consolidata dai musicisti in diversi anni di attività tra Cornovaglia e Devon.
Jenkins offre un accompagnamento elastico, swingante e mai invadente, capace di sostenere il fraseggio del sax senza invaderne gli spazi solistici. Harbon, dal canto suo, imprime al passo ritmico una spinta energica e naturale, mantenendo costante la tensione dinamica. Con i due compagni di viaggio Starace dialoga con sicurezza, alternando lirismo e slancio improvvisativo, con un fraseggio limpido e comunicativo. Il valore del disco sta soprattutto nella sua autenticità: la registrazione, nata quasi casualmente per conservare memoria della serata, restituisce il clima di un locale gremito e partecipe. Si percepisce un coinvolgimento condiviso brano dopo brano, in un percorso che offre coinvolgenti omaggi ad autori quali Thelonious Monk (“We See”), Sérgio Mendes (“Groovy Samba”), Cedar Walton (“Firm Roots”), Benny Golson (“Stablemates”), Erroll Garner (“Misty”), Blue Mitchell (“Fungii Mama”) e Kenny Barron (“Voyage”).
Un clima, quello che emerge da questo album, che viene evidenziato anche dallo stesso Starace nelle note al CD, «spero che, attraverso questa registrazione, chi l’ascolta possa […] apprezzare l’esuberanza della nostra esecuzione, lo scambio di idee e, soprattutto, la pura gioia di una serata davvero memorabile […]». (© Gazzetta di Parma)