Migration Tales

Ludovica Burtone, «Migration Tales», Endectomorph Music 2025, 1 CD.

Il percorso di ascolto proposto da Ludovica Burtone in questo suo recente lavoro discografico disegna attraverso i sette brani qui raccolti una sorta di mappa ideale e variegata che omaggia le donne migranti nella città di New York. Un tema che di per sé può apparire in generale anche di stringente attualità, ma che viene letto in questa occasione partendo da un’angolatura decisamente originale, che posa uno sguardo al tempo stesso delicato e, se vogliamo, anche intimamente riflessivo sullo stato d’animo di chi sceglie di spostarsi nella Grande Mela per realizzarsi.

Come annota la stessa violinista e compositrice «questa raccolta di storie musicali nasce dalle esperienze di donne immigrate a New York. È un album dedicato a chi si sente sospeso tra due mondi, a chi cerca un luogo dove sentirsi a casa e a chi trova la forza nel proprio percorso. Un omaggio al coraggio e alla resilienza di tutti gli immigrati. Ogni brano racconta un aspetto diverso di questo viaggio, esplorando l’identità, la perdita e il senso di appartenenza. Il 2023, per me, è stato un anno di profonda trasformazione, ricco di sfide, dolori e opportunità. Questo progetto è nato in quei mesi intensi ed emozionanti».

Un cammino individuale e collettivo assieme, che viene distillato dalla Burtone in una serie di composizioni originali che rivelano una fantasia musicale variegata, nutrita di sprazzi improvvisativi così come di rimandi a repertori differenti che emergono ora da pattern ritmico-timbrici ostinati e incalzanti (“Is This Rage”), ora da oasi più distese e liriche come quelle restituite dal leggero passo tripartito di “The Name” o dalla successiva “In the Last Sun”, entrambe tracce dove il violino dell’artista si intreccia anche con la sua voce.

Un percorso di brani originali, di racconti delicati e intensi, completato da composizioni quali “Água e Vinho” – firmato da Egberto Gismonti e riarrangiato qui dalla stessa Ludovica Burtone – e “Our Voices”, realizzata in collaborazione con il soundscape artist Cleo Reed.

Una materia musicale delicata e cangiante, alla cui identità dialettica e timbrica apportano un fondamentale contributo i bravi musicisti che affiancato la Burtone: Milena Casado al flicorno, Julieta Eugenio al sax tenore, Marta Sánchez al pianoforte, Tyrone Allen II al contrabbasso e Jongkuk Kim alla batteria. (© Gazzetta di Parma)