Elsa Martin, Stefano Battaglia, «Al centro delle cose»,

Al centro delle cose

Elsa Martin, Stefano Battaglia, «Al centro delle cose», Artesuono 2020, 1 CD.

Proseguendo un percorso di indagine capace di miscelare con elegante sensibilità una musica ad ampio ventaglio espressivo e una poesia dalla dichiarata connotazione territoriale, Elsa Martin e Stefano Battaglia ritornano a confrontarsi grazie a questo recente lavoro con la formazione del duo voce-pianoforte, dimensione arricchita da discreti e misurati innesti elettronici. Dopo l’esperienza rappresentata da “Sfueâi” (Artesuono, 2019), disco finalista alle Targhe Tenco 2019 nella sezione “album in dialetto” e del quale abbiamo parlato anche su queste colonne, i due artisti in questa occasione concentrano il loro sguardo sulle liriche di Pierluigi Cappello, poeta friulano scomparso a soli cinquant’anni nell’ottobre del 2017 e presente anche nel disco precedente con altri scrittori della sua terra quali Pier Paolo Pasolini, Novella Cantarutti, Amedeo Giacomini, Federico Tavan, Maria di Gleria.

Un percorso monografico, quindi, che i due musicisti qui impegnati tratteggiano attraverso dieci brani disegnati con varietà di sfumature ma connotati con una coerenza capace di mettere in luce un’affinità interpretativa palesemente rodata ed efficace. Un dato che emerge in maniera particolarmente felice, per esempio, nel lungo peregrinare restituito dal brano “La retroguardia”, vero e proprio centro di gravità poetica di questo lavoro dove oltre alle parole di Cappello – compreso il verso che regala il titolo all’album – il pianoforte di Battaglia e la voce di Martin trovano una delle miscele più riuscite di quella dimensione pregnante che segna l’intero lavoro, nutrita da un equilibrio espressivo comune capace, al tempo stesso, di valorizzare le due individualità ben connotate e consapevolmente dialoganti.

Un dato che conferma anche in questo secondo lavoro l’efficace intesa tra la valenza evocativa delle armonie richiamate dal pianoforte di Battaglia e la multiforme espressività della voce di Martin, protagonisti anche in questa occasione di un disco il cui ascolto ci porta al di là della musica, dentro il significato delle parole di un poeta che ci ricorda che “qui resistere significa esistere”. (© Gazzetta di Parma)