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Cuerdas

Simone Maggio 4et, «Cuerdas», Camilla Records 2020, 1 CD.

Registrato a Roma nello scorso mese di luglio, questo recente progetto discografico di Simone Maggio, pianista compositore nato a Grosseto poco più di quarant’anni fa, ci offre undici brani per la maggior parte composti dal titolare dell’album, tranne quattro tracce occupate da altrettante improvvisazioni collettive.

Una variegata sequenza di proposte musicali plasmate grazie ad un affiato quartetto che comprende, oltre lo stesso Maggio impegnato al pianoforte e all’armonium, Carlo Cossu al violino, Federica Michisanti al contrabbasso e Ermanno Baron alla batteria. Un ensemble capace di restituire un impasto timbrico pregnante, valorizzato da un lato dalla consapevolezza strumentale espressa dai quattro musicisti, dall’altro da un equilibrio espressivo che emerge in maniera maggiormente efficace nelle oasi improvvisative.

Nel quarto brano del disco, per esempio, titolato “Impro 1 Cantata”, il gusto per il dialogo e per l’indagine timbrica sui rispettivi strumenti ha restituito una delle proposte musicali più interessanti dell’intero lavoro. Ma questo segno inventivo, che pare caratterizzare questo quartetto, lo si può ritrovare in varia misura anche nelle altre composizioni, declinato attraverso l’equilibrata scrittura musicale di Maggio come, per esempio, nell’articolato brano eponimo che apre l’album, o ancora in titoli quali “The book of dreams” o in “Touch”, quest’ultimo aperto da un delicato dialogo avviato dalle note scoccate con espressiva densità dal contrabbasso della Michisanti.

Un panorama musicale, quello proposto dall’immaginario di Maggio e dei suoi compagni di viaggio, che mescola ricorrenti cellule tematiche ad ampi disegni lirici, andamenti armonici che profumano di certe tradizioni stilistiche del Nord Europa a combinazioni timbriche dal sapore classico. Il tutto in una sintesi capace di regalare un’immediata piacevolezza d’ascolto. (© Gazzetta di Parma)