Pasquale Innarella Go_Dex Quartet, «Go_Dex», AUT Records, 1 CD.

Go_Dex

Pasquale Innarella Go_Dex Quartet, «Go_Dex», AUT Records, 1 CD.

Nel 1962 Dexter Gordon, uno dei maestri del sax del periodo hard bop, inizia la sua permanenza europea vissuta principalmente tra Parigi e Copenaghen. Nello stesso anno l’americana Blue Note pubblica “GO”, album dal quale Pasquale Innarella pare ver tratto il titolo di questo lavoro discografico (pur non attingendo ai brani di quella incisione) e il nome della compagine di musicisti che ha coinvolto per dar corpo a un quartetto decisamente affiatato, composto – oltre che dal sax del titolare – dal pianoforte di Paolo Cintio, dal contrabbasso di Leonardo De Rose e dalla batteria di Giampiero Silvestri.

Registrato nel febbraio dello scorso anno, questo disco non appare come una semplice rivisitazione della musica del grande sassofonista afroamericano, ma piuttosto come un omaggio alla figura e, se vogliamo, all’anima espressiva che il suono del suo sax ha lasciato in eredità al mondo del jazz. La selezione degli otto brani che compongono il tracciato d’ascolto, infatti, restituisce le composizioni di Gordon (fatta eccezione per “Misty”, di Errol Garner) trasfigurate attraverso una reinvenzione nella quale il sax di Innarella pare coniugare un’indagine timbrica gordoniana con una rilettura stilistica personale e variegata.

Dal clima coinvolgente dell’iniziale “Montmartre” si passa alla dinamica “The Chase”, fino alle atmosfere dilatate della stessa “Misty”, seguendo una sorta di filo rosso che lega gli interventi dei diversi musicisti. Un percorso che offre anche innesti di libertà improvvisativa più pregnanti – come nel caso di “Benji’s Bounce” – alternati a suggestioni idealmente esotiche (“Catalonian Nights” o “Soy Califa”).

Un lavoro di personale reinvenzione completato da brani quali “Apple Jump” e “Sticky Wicket” e capace di rendere omaggio a quel “Sophisticated Giant” – per citare il titolo di una recente monografia curata dalla moglie Maxine Gordon – la cui musica ritrova qui una fresca e originale dimensione. (© Gazzetta di Parma)