Le umane preghiere
Pensiero Nomade, «Le umane preghiere», Filibusta Records 2026, 1 CD.
L’ascolto di questo disco ci introduce in un mondo musicale fatto di morbidi impasti strumentali, fluenti sinuosità melodiche e riverberi stilistici che attraversano orizzonti differenti, miscelando profumi pop e folk, etnici e ambient-jazz.
Con “Le umane preghiere”, Salvo Lazzara affida al progetto collettivo Pensiero Nomade un capitolo di palese maturità, capace di riassumere esperienze precedenti senza trasformarle in semplice repertorio stilistico. L’album conferma la vocazione del progetto stesso, nato nei primi anni Duemila e orientato a una ricerca musicale priva di confini rigidi, nella quale jazz contemporaneo, suggestioni mediterranee, memorie “progressive”, aperture elettroniche e sensibilità cameristica convivono entro una forma significativamente coesa.
Lazzara, compositore e polistrumentista siciliano di origine e romano d’adozione, disegna la tessitura sonora passando dal basso elettrico al contrabbasso, dalle tastiere alla chitarra a nove corde e HarpOud e così via, miscelandosi con efficace affinità agli interventi di Giorgio Finetti – violini, piano e tastiere – Davide Guidoni – batteria e percussioni – e Marc Papeghin – tromba e corno – costruendo un equilibrio timbrico sobrio, articolato e sempre funzionale alla cifra espressiva delle differenti composizioni.
I dodici brani qui raccolti disegnano un itinerario coerente e omogeneo, accessibile e immediato ma non per questo superficiale. Rispetto al suo percorso creativo, Lazzara parla di una sorta di “viaggio di ritorno” verso strutture più immediate e occidentali: un’intenzione, questa, che emerge nella chiarezza delle forme, nella densità ritmica riconoscibile e in una impronta improvvisativa e jazzistica essenziale e funzionale.
“A che serve il ricordo”, brano che apre il percorso di ascolto, introduce con efficacia il lessico dell’album: dinamiche sorvegliate, tempi sospesi, risoluzioni trattenute e un uso del dato tematico come materia mobile, destinata a trasformarsi dall’interno.
Nel complesso, questo lavoro di Salvo Lazzara e del suo progetto Pensiero Nomade si presenta plasmato con efficacia sulla capacità di far dialogare con naturale immediatezza rimandi a differenti tradizioni musicali e spontanea sperimentazione. (© Gazzetta di Parma)