Contemporary PR

Michele Rinaldi, «Contemporary PR», FrancoAngeli 2026.

Le pubbliche relazioni sono davvero entrate nell’età contemporanea? Da questa domanda prende le mosse “Contemporary PR. Sei riflessioni scomode ma utili per i manager della comunicazione”, il nuovo libro di Michele Rinaldi.

Mentre marketing, social media e comportamenti dei pubblici hanno cambiato velocità, una parte delle PR è rimasta ancorata al comunicato stampa e alla rassegna come misura di efficacia. In questo quadro, l’autore sollecita una rifondazione delle stesse PR, spostando l’attenzione dalla notorietà alla rilevanza.

Le sei riflessioni qui proposte attraversano i nodi più urgenti del mestiere: il primato delle storie sulla notizia, il passaggio dai target ai pubblici, l’impossibilità — e l’inutilità — di piacere a tutti, il ruolo delle PR come regia tra contenuti, social, influencer, eventi, dati, valori, leadership e risorse umane.
Non manca il confronto con l’Intelligenza Artificiale, proposta come copilota delle digital PR, né la critica agli indicatori tradizionali – dall’OTS all’AVE – a favore di analisi capaci di misurare notorietà, reputazione e qualità delle relazioni.

Il pregio del volume sta nell’unire chiarezza, ironia e concretezza senza assumere la forma del “solito” manuale. I Take Aways, il glossario aggiornato e la bibliografia ne rafforzano l’utilità operativa, ma l’impianto resta quello di un manifesto.

Forte di vent’anni di esperienza, Rinaldi invita manager e professionisti a ridurre l’ansia delle uscite e a costruire fiducia, comprensione e scelta. È una lettura agile ma non accomodante, utile a chi considera la reputazione non un risultato accessorio, bensì una risorsa strategica da governare nel tempo. (© Gazzetta di Parma)