Attractions
Francesco Pierotti, «Attractions», Wow Records 2026, 1 CD.
Con questo album il contrabbassista Francesco Pierotti propone una rilettura personale di nove standard della tradizione jazzistica, dialogando con bella affinità con Roberto Tarenzi al pianoforte e Lorenzo Tucci alla batteria, restituendo un percorso interpretativo nel quale il repertorio diventa materia vivace e stimolante.
L’elemento più convincente dell’album è la sobria e controllata libertà con cui i musicisti rileggono le composizioni, sostenuti da un ascolto reciproco e costante. Le improvvisazioni non appaiono come mere vetrine virtuosistiche, ma si sviluppano dalla struttura dei temi di riferimento.
n “Bags’ Groove”, brano che apre l’album – in origine firmato da Milt Jackson e riletto a suo tempo da Miles Davis – il solido impianto ritmico consente al trio di muoversi con un’elasticità pregnante, nella quale Pierotti dialoga con il pianoforte di Terenzi mentre Tucci governa la tensione ritmica con una batteria mobile e reattiva.
“Modinha” – brano scritto nel 1958 da Antonio Carlos Jobim su testo di Vinicius de Moraes – porta in primo piano il versante lirico del gruppo. La melodia resta nitida, circondata da sfumature misurate che valorizzano le singole personalità senza incrinare l’equilibrio collettivo. “In Valse Hot” di Sonny Rollins, invece, il clima si fa più acceso, le invenzioni si rincorrono, il ritmo riacquista centralità e l’affinità dialogica del trio emerge con chiara evidenza.
Pierotti guida il trio senza imporsi, favorendo un equilibrio nel quale ogni intervento si lega a quello successivo, secondo una logica jazzistica autentica e immediata. Tarenzi offre un fraseggio sicuro e flessibile, mentre Tucci sostiene il discorso con presente fluidità.
Un dialogo, quello tra i tre musicisti, che regala al progetto una voce riconoscibile e traduce in musica l’intento del leader: lasciare che le differenti sensibilità dei tre interpreti si attraggano – appunto – reciprocamente.
“Attractions” rispetta dunque il canone stilistico di riferimento attraverso uno scambio espressivo elegante, compatto e personale, nel quale celebri standard rinnovano la loro freschezza comunicativa grazie alla spontaneità dell’incontro dei tre musicisti qui impegnati, mostrando quanto sia ancora fertile il gesto di ascoltarsi l’uno con l’altro. (© Gazzetta di Parma)