Arve Henriksen e Harmen Fraanje

Henriksen e Fraanje, un’oasi musicale di eleganza nordica.

Nel lungo e articolato percorso tracciato dal cartellone del ParmaJazz Festival 2025, l’appuntamento di venerdì sera ha offerto un’oasi musicale di raffinata eleganza, rappresentata dal concerto costruito attorno al dialogo variegato e originale intessuto tra il trombettista norvegese Arve Henriksen e il pianista olandese Harmen Fraanje. Un confronto che si è sviluppato in Pilotta, nel raccolto e suggestivo spazio dei Voltoni del Guazzatoio, di fronte a un pubblico attento a seguire i disegni melodici tratteggiati dai due musicisti e a tratti rapito dalle ampie campiture strumentali costruite su panorami armonico-timbrici variamente distesi e cangianti.

Una materia musicale dalle riconoscibili atmosfere nordiche, che ha attinto al lavoro discografico titolato “Touch of Time” che questo duo ha pubblicato un anno fa circa per l’etichetta ECM di Manfred Eicher, una sorta di condensato dell’immaginario musicale che questi due artisti condividono e distillano composizione dopo composizione, trascendendo il dato virtuosistico con il quale gestiscono i loro strumenti attraverso un gusto per la densità timbrica e per gli ampi profili tematici al tempo stesso originale e ben riconoscibile.

Un percorso sonoro riflessivo, dove la tromba di Henriksen anche in questa occasione ha indagato la dimensione espressiva più intima del suo strumento attraverso un’ampia varietà di emissioni del fiato, di posture dell’imboccatura, oscillando tra un fluire acustico tenue e screziato e un suono deciso, teso e disteso ma al tempo stesso concreto e misurato. Una complessità timbrica densa ed elegante che appare quasi una sorta di impronta sonora-digitale del trombettista norvegese, il cui raggio d’azione espressivo veniva ulteriormente ampliato dagli inserti di un’elettronica usata con parsimonia e gusto sofisticato, senza mai mettere in secondo piano il timbro degli strumenti acustici e la fisionomia delle melodie, ma arricchendo ed esaltando la trama musicale con consapevole delicatezza. Esempi, in questo senso, li possiamo rintracciare in brani come “Redream” o “Mirror Image”, ma nel corso di tutto il concerto sono state proposte suggestive variazioni sul tema ideale di un dialogo tra tromba e pianoforte declinato in maniera così particolare. Un confronto nel quale Harmen Fraanje ha dato prova di un pianismo raffinato, capace di aprire orizzonti armonici suggestivi così come di intessere trame ritmico-timbriche dal passo concreto e coinvolgente.

Un concerto, quello offerto da Arve Henriksen e Harmen Fraanje, che alla fine ha rappresentato per tutti i presenti uno spazio musicale contenuto e prezioso, alimentato con elegante sostanza creativa dai due musicisti e suggellato dai convinti applausi del pubblico, poi ripagati dai due artisti impegnati con un bis. (© Gazzetta di Parma)