Breathing

Amal Murkus e Alessandro Sgobbio, «Breathing», Levantine Music Group Records, 2026, 1 CD.

Questo album segna il debutto discografico del duo composto dalla cantante palestinese Amal Murkus e dal compositore e pianista italiano Alessandro Sgobbio – formato tra l’altro anche presso il nostro Conservatorio “Boito” – offrendo forma compiuta a un incontro artistico che si colloca in una zona di confine fertile, dove la memoria della tradizione araba e palestinese dialoga con una sensibilità jazzistica europea attenta al timbro e alla dimensione narrativa del suono.

Nato sulla scia di alcuni dialoghi da vivo fra i due artisti, tra i quali un concerto di particolare successo tenuto al Teatro Piccinni di Bari nel 2024, questo disco – registrato nel 2025 allo Studio Artesuono di Udine – restituisce il carattere di una collaborazione maturata sul palco e poi fissata in studio con palese coerenza espressiva.

Al centro vi è la voce di Murkus, strumento di ampia estensione e pregnante presenza, capace di attraversare con naturalezza il canto tradizionale, la canzone d’autore e una vocalità più libera, sospesa tra evocazione e racconto.

Il pianoforte Fazioli e l’elettronica di Sgobbio tratteggiano attorno a essa un paesaggio sonoro decantato, fatto di risonanze, silenzi e colori armonico-timbrici elegantemente evocativi. Nel vario repertorio proposto, emerge per sensibilità interpretativa l’antico canto femminile palestinese “Khodoni”, che chiude un percorso di ascolto capace di proporre composizioni originali quali “Risalatohu” e “La Ahada” al fianco di riletture di brani come “Canta” di Enzo Avitabile che apre l’album.

I rimandi arabi di “Ahwak” di Abdel Halim Hafez – brano che vede la presenza di Firas Zreik al kanun, strumento cordofono della tradizione classica araba – e siriani di “Ya Mayela” radicano l’album in una storia musicale significativamente profonda e, al tempo stesso, aperta e condivisa. In “Ahwak”, il contributo di Zreik – figlio di Amal Murkus e artista che ha contribuito a rinnovare la ricezione internazionale di uno strumento come, appunto, il kanun – aggiunge varietà timbrica senza apparire mero ornamento esotico-strumentale.

Un equilibrio, questo, che emerge quale filo conduttore di un lavoro capace di coniugare la densa cifra interpretativa di una voce come quella di Amal Murkus e la duttile sensibilità musicale, al tempo stesso comunicativa e ricercata, del pianoforte di Alessandro Sgobbio, regalando con i sette brani qui raccolti una preziosa occasione di ascolto. (© Gazzetta di Parma)