El Viejo Caminante

Dino Saluzzi, «El Viejo Caminante», ECM Records 2025, 1 CD.

Nel 2022 il chitarrista norvegese Jacob Young e José Maria Saluzzi – chitarrista classico e compositore, nonché figlio del maestro argentino del bandoneon Dino Saluzzi – hanno tenuto alcuni concerti in Argentina ai quali ha assistito anche il padre di José Maria. A seguito di queste occasioni di ascolto lo stesso Dino ha proposto di avviare un progetto discografico in trio, che si è concretizzato in questo album pubblicato qualche mese fa dalla ECM di Manfred Eicher quasi in concomitanza con i novant’anni del bandoneonista, testimoniando una registrazione realizzata nell’aprile del 2023 presso il Saluzzi Music Studio di Buenos Aires.

I dodici brani qui raccolti propongono un repertorio tratteggiato con una sofisticata varietà di atmosfere, dove si intrecciano con ricercata eleganza influenze musicali differenti, capaci di spaziare con naturalezza dal tango e dalla musica popolare argentina al jazz. Un mondo al tempo stesso variegato e coerente, plasmato grazie a un equilibrio strumentale ed espressivo che le due chitarre e il bandoneon riescono a restituire con fluida leggerezza. Un panorama musicale che miscela con significativa spontaneità brani originali firmati dai tre musicisti e celebri standard quali “Someday My Prince Will Come” – canzone del 1937 composta da Larry Morey e Frank Churchill per la colonna sonora di “Biancaneve e i sette nani” di Walt Disney –, “My One and Only Love” – brano scritto da Guy Wood e Robert Mellin, portato al successo nel 1953 nell’interpretazione di Frank Sinatra – o ancora “Northern Sun” della cantante jazz norvegese Karin Krog.

L’intesa tra i tre musicisti, ognuno portatore di esperienze e approcci diversi, delinea così un paesaggio sonoro organico e suggestivo, capace di evocare tanto la tradizione quanto la ricerca di innovazione. L’album diventa così una sintesi di diversi percorsi ed esperienze, un viaggio tra immaginari creativi differenti, in cui le immagini sonore si fanno racconto e dialogo tra passato e presente. Brani come “Buenos Aires 1950” riecheggiano per esempio oasi ormai classiche della carriera dello stesso Dino Saluzzi, mentre le composizioni originali di Jacob Young e José Maria contribuiscono al progetto in maniera personale e variegata, unendo così generazioni e mondi creativi anche molto lontani tra loro per offrire all’ascoltatore un album dal segno raffinato e coinvolgente. (© Gazzetta di Parma)