Taccuini

Sonny Rollins, «Taccuini», il Saggiatore 2025, pp. 200.

«Nel 1959 Sonny Rollins scomparve all’improvviso dalla vista del pubblico. A ventotto anni era già uno dei maestri indiscussi del sax, dopo un esordio da ragazzo prodigio a fianco di Bud Powell, Charlie Parker e di un giovane Miles Davis, suonando con i quali aveva messo a punto un metodo compositivo-improvvisativo personale e complesso, in cui l’aspetto ritmico aveva il ruolo dominante. Nel 1957 l’album “Saxophone Colossus” ne aveva rinsaldato la popolarità e il consenso critico. Gunther Schuller, il più prestigioso critico jazz dell’epoca, nel 1958 non ebbe tentennamenti nel parlare di Rollins come di “figura centrale” dell’improvvisazione jazz contemporanea. Eppure, una volta concluso con successo un tour europeo nella prima metà del 1959, Rollins smise di registrare e di esibirsi in pubblico; si sarebbe rifatto vivo soltanto a 1961 inoltrato».

Con queste parole Sam V.H. Reese – scrittore e critico jazz originario della Nuova Zelanda – apre la sua Introduzione all’edizione dei “Taccuini” del grande sassofonista Theodore Walter Rollins – detto Sonny – che ha curato e pubblicato lo scorso anno e che ora appare in edizione italiana – revisionata rispetto all’originale e integrata nell’utile apparato di note – per i tipi de il Saggiatore nella traduzione di Marco Bertoli.

Nato a New York il 7 settembre del 1930, Sonny Rollins è una figura centrale nella storia del jazz. Attivo dalla fine degli anni Quaranta, ha raggiunto la piena maturità artistica con il già citato album “Saxophone Colossus” e, attraverso disciplina e innovazione, ha contribuito per oltre cinquant’anni allo sviluppo di questo genere musicale.

Questi “Taccuini”, compilati in maniera estemporanea tra il 1957 e il 2010, offrono un quadro variegato del pensiero e della pratica musicale di Rollins, alternando riflessioni sulla teoria musicale e sulla tecnica strumentale, toccando anche tematiche culturali e sociali. Si tratta di una selezione di scritti – tratti dalla copiosa documentazione donata dall’artista alla New York Public Library – che offre un riferimento prezioso sia per musicisti e studiosi sia per gli appassionati, permettendo di accedere al laboratorio creativo – e al testamento artistico, politico e umano – di un musicista che, con oltre sessanta album pubblicati, emerge come di uno dei maggiori sassofonisti del nostro tempo. (© Gazzetta di Parma)