The Wand, Chick Corea and beyond
Francesco Chebat Trio, «The Wand, Chick Corea and beyond», Clessidra Records 2026, 1 CD.
Fluido e immediato, il carattere musicale espresso da questo album rappresenta una tappa significativa nel percorso di Francesco Chebat, pianista e com19positore che qui si presenta con un trio che comprende figure dal tratto strumentale solido e dall’esperienza artistica consolidata quali il contrabbassista Riccardo Fioravanti e il batterista Maxx Furian.
I nove brani che compongono questa incisione discografica pubblicata nello scorso mese di gennaio propongono un percorso creativo che rimanda alla figura di Chick Corea, importante pianista e compositore statunitense scomparso nel 2021 – fondatore, tra l’altro, della celebre formazione Return to Forever – che ha attraversato da protagonista gli ultimi cinquant’anni e più della musica di matrice afroamericana, in particolare in ambito jazz-fusion. Alternando riletture di composizioni firmate dallo stesso Corea a proprie creazioni, Francesco Chebat tratteggia una sorta di ponte ideale tra la matrice espressiva del maestro americano e la sua personale indole comunicativa.
Una alternanza che da un lato evidenzia una accurata consapevolezza interpretativa espressa nella reinterpretazione di brani dell’artista nato nel Massachusetts quali “Hymn of the Seventh Galaxy”, che apre l’album, o ancora in “Tone Poem” e “Duende”, e dall’altro valorizza il segno personale delle composizioni del pianista originario di Trento.
In questo senso tracce come “Night Radio”, “Lume” o “A Weird Storyteller” restituiscono bene la misurata eleganza plasmata dalla consapevolezza compositiva espressa da questo pianista, capace di delineare linee melodiche comunicative, sostenute da un incedere armonico-ritmico efficacemente funzionale, condividendo con spontanea affinità efficaci scambi dialogici con la solida presenza rappresentata dagli interventi del contrabbasso di Fioravanti e della batteria di Furian.
Un’attitudine, quella espressa dai musicisti impegnati nell’assecondarsi reciprocamente e nel dialogare con palese coesione, che si riflette anche nell’energia e nell’intensità che alimentano l’intero lavoro. Un carattere, quello espresso dagli scambi tra i tre musicisti, che conferma il segno personale impresso ai brani qui raccolti, interpretati con lineare varietà espressiva e accomunati da una immediatezza di fondo che alimenta una cifra comunicativa fresca ed efficace. (© Gazzetta di Parma)