Tutta l’eleganza di Händel
Orlando, Alcina, Messiah. La direzione di Dantone e la regia di Pizzi segnano con successo la Trilogia d’autunno di Ravenna Festival.
Dopo Claudio Monteverdi ed Henry Purcell, autori affrontati lo scorso anno, questa volta Pier Luigi Pizzi e Ottavio Dantone hanno dedicato il loro impegno per la Trilogia d’autunno del Ravenna Festival a Georg Friedrich Händel, scegliendo nella vasta produzione del compositore di Halle due drammi musicali cronologicamente vicini ma strutturalmente distanti come Orlando e Alcina – entrambi messi in scena a Londra, il primo al King’s Theatre il 27 gennaio 1733, mentre il secondo al Covent Garden il 16 aprile di due anni dopo – completati dall’esecuzione del Messiah, oratorio in tre parti per soli, coro e orchestra su testo di Charles Jennens che ha visto la sua prima esecuzione alla New Music Hall di Dublino il 13 aprile 1742.
Un percorso tripartito le cui prime due tappe sono state sviluppate nella cornice drammaturgica plasmata dalla visione registica di Pizzi, che ha saputo distillare la sua pluridecennale esperienza in un impianto teatrale disegnato con raffinata efficienza. Una lettura che ha mantenuto la stessa impostazione scenica per le due opere Orlando e Alcina, attribuendo così a questa nuova produzione un segno identitario comune e coerente, pur ritagliando per i due lavori händeliani atmosfere funzionalmente differenti. Un lavoro che lo stesso Pizzi ha concepito in maniera organica curando regia, scene e costumi, coadiuvato da Marco Berriel (assistente alla regia), Serena Rocco (assistente alle scene), Lorena Marin (assistente ai costumi) e Matteo Letizi (video editing).
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