Brad Mehldau

Carlo Morena e Sergio Pasquandrea, «Brad Mehldau», EDT 2025, 304 pp.

Già il sottotitolo – “Ritratto di un pianista eclettico” – anticipa il particolare profilo di Brad Mehldau, pianista nato nel 1970 a Jacksonville in Florida e oggetto di questa interessante monografia pubblicata da qualche mese dalla casa editrice torinese EDT.

Interprete tecnicamente cristallino e stilisticamente trasversale, Mehldau muove dalla tradizione jazz alimentandola attraverso incursioni in ambito sia classico sia rock e pop, plasmando uno stile personale e riconoscibile in grado di fare di questo pianista uno dei musicisti capaci di traghettare il linguaggio jazzistico nel Ventunesimo secolo.

Attivo fin dai primi anni Novanta, l’artista statunitense è oggi ritenuto uno dei pianisti di riferimento del panorama attuale, sia per la sua articolata produzione discografica sia per le sempre più seguite incursioni dal vivo. Per l’Italia appare significativa la presenza dell’artista – all’epoca poco conosciuto – nel 1997 a Umbria Jazz, testimoniata da Giacomo Pellicciotti su “Repubblica”, come viene ricordato nelle prime pagine di questo libro: «magnetico, commovente nelle ballate, […] capace di ridare nuova linfa a decrepiti cimeli come “Moon river” o “The way you look tonight”».

In questo contesto, le poco più di trecento pagine del presente volume aiutano a conoscere questo musicista fuori dal comune attraverso due prospettive complementari: quella di Sergio Pasquandrea – critico e giornalista , che propone un approfondito racconto biografico e critico a partire dagli studi di conservatorio alla conversione al jazz, alla maturità artistica e al gande successo internazionale – e quella di Carlo Morena, pianista che in due densi capitoli entra nei dettagli dello stile e della tecnica. Un percorso capace di mettere in luce il profilo multiforme di un artista il cui carattere viene ben descritto da Enrico Intra nella sua Prefazione: «Mehldau suona come i pianisti colti di questa generazione; dopo l’era Tristano, Monk ed Evans, anche Mehldau si esprime pensando alla musica attuale senza dimenticare Darmstadt».

Un libro accessibile ma anche ricco di approfondimenti, che trovano uno spazio privilegiato nelle “Appendici” che propongono interessanti analisi musicali di quattro brani tratti dalla discografia di Mehldau con relativi QR Code per ascoltare le interpretazioni seguendone stralci delle partiture. (© Gazzetta di Parma)