Lyra

Elsa Martin e Stefano Battaglia, «Lyra», Artesuono 2025, 1 CD

Dedicato alla figura di Pier Paolo Pasolini, questo album firmato dalla cantante Elsa Martin e dal pianista Stefano Battaglia offre un dialogo che si dipana su un doppio piano espressivo, combinando da un lato il confronto tra musica e poesia e dall’altro lo scambio tra pianoforte e voce.

Una sostanza creativa che attinge a un materiale musicale che si nutre di stilemi improvvisativi così come di tecniche plasmate da una certa avanguardia sviluppata tra Novecento e i nostri giorni, miscelando recitazione e sprechgesang, tratteggio fonetico e progressioni armoniche ora reiterate ora oblique, in una dimensione compositiva che indaga atmosfere astratte ed evocative.

In questo album, soprattutto nel lavoro sui testi, si respira un senso di scoperta continua, uno stupore che indaga ogni parola in un’ottica di esplorazione espressiva inedita. La poesia friulana di Pasolini è già di per sé una reinvenzione, il frutto di una lingua che gli appartiene, ma non del tutto: il friulano è la sua lingua materna ma non la sua lingua madre.

Quella proposta in questo disco si rivela così una musica che nasce dal suono del testo e torna nel silenzio, in una dimensione poetica e contemplativa della parola pasoliniana. In questo album, Elsa Martin e Stefano Battaglia restituiscono in un certo senso la propria personale lettura del Pasolini uomo e simbolo culturale del nostro tempo, tutto questo in una dimensione contemporanea intesa come linguaggio espressivo declinato attraverso una sensibilità culturale ed artistica radicata della dimensione odierna.

In questo quadro, tra le diverse peregrinazioni proposte dai dodici brani qui raccolti, intenti a indagare i variegati confini espressivi tra poesia e suono – significativo, in questo senso, l’esempio offerto dalle quattro variazioni del brano eponimo, o ancora il lungo peregrinare espressivo proposto da “In Forma di Rosa” – alcune composizioni – come “Pari Nustri” oppure “Ciampanis” – si propongono quali oasi particolarmente ispirate, emergendo nel flusso d’ascolto per la loro vena melodica delicatamente melanconica, sostenuta dell’efficace passo pianistico di Battaglia intrecciato con grazia attenta e misurata con l’intensa cifra vocale della Martin. Un disco denso e articolato, insomma, da ascoltare e riascoltare con attento interesse. (© Gazzetta di Parma)