Coscienza artificiale
Lorenzo Perilli «Coscienza artificiale», Il Saggiatore 2025.
Se è vero che un vecchio adagio definisce il denaro o il potere “buon servo e cattivo padrone”, ciò può valere anche per la tecnologia. Sappiamo bene, infatti, come la rivoluzione tecnologica attualmente in atto rappresenti un fenomeno di portata epocale, capace di lasciare un’impronta duratura su ogni aspetto della vita individuale e collettiva. L’evoluzione rapida e continua delle tecnologie digitali, dall’intelligenza artificiale alla robotica, sta trasformando radicalmente non solo le nostre capacità cognitive, ma anche le modalità con cui interagiamo all’interno della società.
Il mondo del lavoro, in particolare, sta vivendo una trasformazione profonda con l’emergere di nuove professioni digitali e la necessità di acquisire competenze sempre più specialistiche, condizionando inoltre il modo in cui comunichiamo: la velocità e la capillarità della diffusione delle informazioni hanno reso il confine tra vero e falso sempre più labile, sollevando questioni etiche e sociali di grande rilievo.
Per approfondire queste tematiche più essere utile questo denso volume di Lorenzo Perilli, professore ordinario all’Università di Roma Tor Vergata, filologo e storico del pensiero scientifico impegnato da anni a indagare anche l’ambiente digitale. E proprio osservando l’uso della tecnologia fatto dagli studenti che frequentavano i suoi corsi, l’autore annota come «più passava il tempo, meno avevano idea finanche delle azioni più elementari che pure compivano sui quei congegni. Un tratto comune a tutti era la totale passività con la quale usavano i loro dispositivi». Se l’utilizzo della tecnologia oggi è inevitabile, insomma, al di là di un uso consapevole è fondamentale averne, appunto, “coscienza”. (© Gazzetta di Parma)