Face the Music
Federico Calcagno & The Dolphians, «Face the Music», Da Vinci Jazz 2025, 1 CD.
Se in un lavoro della prima metà del 2024 come “Mundus Inversus” Federico Calcagno esplorava un impianto concettuale legato a qual “mondo alla rovescia” che rappresenta un tòpos radicato nell’immaginario collettivo e presente a vari livelli tra letteratura e arte, in questo recente album il clarinettista milanese tratteggia con le sue composizioni un orizzonte diverso, costruito attraversato rimandi – diretti e indiretti – alla figura Eric Dolphy, alla quale fa peraltro esplicito riferimento la denominazione della formazione che affianca questo musicista, The Dolphinians appunto.
Calcagno ha ricevuto riconoscimenti di grande prestigio, tra cui il Premio Internazionale Giorgio Gaslini 2020 e il titolo di Nuovo Talento nella classifica Top Jazz 2020 di Musica Jazz. Sotto la sua guida, il sestetto protagonista di questa incisione – nato nel 2018 e ispirato all’universo creativo di Eric Dolphy, polistrumentista e compositore tra i più originali del jazz d’avanguardia tra gli anni Cinquanta e i Sessanta – ha debuttato con “From Another Planet” (2019), un disco che ha rivisitato con genuina creatività “Out to Lunch!”, album tra i più significativi di Dolphy uscito nel 1964 e unico titolo realizzato per la Blue Note Records dall’artista nato a Los Angeles.
Animato da un ensemble che conferma una solida sintonia – oltre a Calcagno alla ance, Gianluca Zanello (sax alto), Luca Ceribelli (sax tenore e soprano), Andrea Mellace(vibrafono), Stefano Zambon (contrabbasso) e Stefano Grasso (batteria e percussioni) – il tracciato segnato dai dieci brani che compongono questo album si conclude con un esplicito omaggio allo stesso Dolphy – “Mandrake”, dall’album “Iron Man” del 1968 – mentre i restanti brani sono composizioni originali dello stesso Calcagno. Interpretazioni che vengono arricchite dalla presenza di alcuni ospiti come la batterista Francesca Remigi e il rapper Chaaran (Davide Sartori) nel brano “Castelli di Sabbia”, la cantante Beatrice Sberna in “Lutto Nazionale”, o ancora la violinista Anaïs Drago in “Terra Liberata”, ospitalità con la quale Calcagno pare voglia valorizzare uno scambio che ritroviamo nel recente disco della stessa Drago “Relevé Live” – dove il musicista milanese è presente al clarinetto e clarinetto basso – e altre collaborazioni in concerti dal vivo. (© Gazzetta di Parma)