Tramonto
John Taylor, «Tramonto», ECM Records 2025, 1 CD.
Registrato qualche mese prima dell’uscita di “Rosslyn” – album dell’inizio del 2003 tra i più apprezzati del trio guidato da John Taylor e completato da Marc Johnson e Joey Baron – questo lavoro è stato realizzato grazie a una ripresa dal vivo compiuta a Birmingham con la stessa formazione in occasione di un tour del Contemporary Music Network nel 2002. Ora quella registrazione è stata pubblicata dalla casa discografica di Manfred Eicher offrendo meritoriamente all’ascolto una sessione particolarmente ispirata, che richiama tutta l’eleganza che nutre la fantasia compositiva e interpretativa che lo stesso Taylor condivide con gli altri componenti della formazione.
Pianista e compositore inglese scomparso nel 2015 – conosciuto anche per il progetto Azimuth, altro interessante trio fondato con Norma Winstone e Kenny Wheeler – John Taylor è stato un musicista animato da una profonda cultura musicale, capace di attingere a rimandi classici innestandoli con attitudine consapevole e originale in un’ampia tradizione jazzistica, arrivando fino a modelli come quello rappresentato dalla figura di Bill Evans. Caratteri che emergono anche in questo disco, nel quale la ricca e sofisticata sensibilità ritmica e armonica del musicista affiora in maniera decisamente coinvolgente, vestendo di un pianismo al tempo stesso raffinato e brillante alcune sue significative composizioni quali “Pure and Simple” e “Between Moons”, che aprono l’album, o ancora “Ambleside”, composizione che chiude questo lavoro con più di quindici minuti di dialoghi variegati, ora attraversati da passaggi più riflessivi ora animati da scarti più vivaci e trascinanti, intessuti dal piano di Taylor con il contrabbasso di Marc Johnson e la batteria di Joey Baron con grande affinità e naturalezza.
Assieme a questi brani troviamo ancora “Tramonto”, la composizione che regala il titolo all’album firmata da Ralph Towner – e che il chitarrista statunitense ha inciso nel 1994 sempre per la ECM nel disco “Oracle” realizzato in duo con Gary Peacock al contrabbasso – e “Up Too Late”, brano del bassista, contrabbassista e compositore statunitense Steve Swallow, animato da un’atmosfera che richiama bop e free jazz.
Un disco intenso e coinvolgente, che aggiunge un altro prezioso tassello alla discografia che il pianista britannico ha condiviso nel corso della sua carriera con i due musicisti statunitensi. (© Gazzetta di Parma)