La Violetera

Gianni Coscia, «La Violetera», Tǔk Music 2025, 1 CD.

A 94 anni Gianni Coscia ha realizzato il proprio primo album in “solo”, segnando così una tappa importante nell’ambito di una lunga carriera che lo ha visto collaborare con alcuni dei più rilevanti musicisti della scena jazz italiana e internazionale. Il merito di questa iniziativa discografica va riconosciuto in particolare a Paolo Fresu che ha invitato il musicista di Alessandria a incidere questo lavoro per la sua etichetta Tǔk Music. Un progetto che segna un ideale filo rosso con un altro produttore discografico di primo piano come Manfred Eicher, che a suo tempo ha chiamato Coscia assieme a Gialuigi Trovesi a realizzare alcuni significativi album per la sua casa discografica ECM, indagando tra l’altro repertori anche molto diversi spaziando da autori quali Kurt Weill, Fiorenzo Carpi e Jacques Offenbach.

Ora Gianni Coscia ha deciso di ritagliarsi uno spazio solitario nel quale la sua fisarmonica ha trovato il respiro intimo e pregnante di un viaggio nel variegato mondo musicale che ha animato decennio dopo decennio la sua vita artistica. Un percorso che tratteggia con gusto diretto e raffinato un mondo di note che arrivando dalla tradizione popolare così come dal repertorio jazzistico più classico, fino ad accarezzare il tango argentino. Una sorta di preziosa rassegna di brani più o meno articolati, dove a brevi aforismi musicali si affiancano indagini sonore più approfondite, il tutto offrendo una preziosa collezione di quella varia espressività timbrica che Coscia riesce a far sgorgare con personale e profonda sapienza dal mantice della sua fisarmonica.

Da brani originali a rimandi al proprio padre, attraverso gli omaggi ad autori quali, tra gli altri, George Gershwin (“Our love is here to stay”), Cole Porter (“Love for sale”), Carlos Gardel (“Por una cabeza”), Thelonious Monk (“‘Round About Midnight”), si arriva al significativo e variegato tributo a Gorni Kramer.

Un album biografico, come testimonia lo stesso Coscia: «senza quasi volerlo stavo raccontando in musica la mia vita e inconsapevolmente ho creato una scaletta praticamente cronologica. Quello che si ascolta è dunque una serie di tappe essenziali della mia vita artistica: qualche volta si tratta solo di semplici ricordi, in altri casi il brano è invece collegato ad incontri importanti con altri musicisti e alle elaborazioni che ne sono scaturite. Un sunto della mia vita musicale». (© Gazzetta di Parma)