Libra
Faith Trio, «Libra», Filibusta Records 2025, 1 CD
È un percorso tracciato in equilibrio tra una immediata comunicativa e una consapevole indagine stilistica quello racchiuso in questo primo album realizzato dal Faith Trio, solida compagine strumentale composta da Federica Cerizza al pianoforte, Giancarlo Oggionni al contrabbasso e Toni Boselli alla batteria.
Aperto dal brano eponimo – una sorta di modello programmatico di quel “bilanciamento” espressivo perseguito tra ricerca e immediatezza all’ascolto che possiamo ritrovare in tutte le nove tracce qui raccolte – il disco propone la visione musicale di un trio capace di disegnare dialoghi strumentali al tempo stesso solidi e fluidi, frutto di una palese condivisione creativa che si concretizza anche nella paternità condivisa di tutti i brani da parte dei tre componenti di questo ensemble.
Formazione di matrice milanese, il Faith Trio – oltre ad aver vinto il primo premio alla SWISS International Music Competition nell’aprile 2024 ed essere stato scelto tra i venti finalisti al concorso internazionale Women In Jazz al Festival di Halle – si distingue per una proposta musicale caratterizzata da un proprio segno compositivo, plasmato pensando alle sonorità che richiamano personalità quali Keith Jarrett, Paul Motian e Charlie Haden, alle quali vengono accostati rimandi alla musica classica europea.
Un approccio significativamente testimoniato anche dalla stessa scelta del nome della formazione, che intende sottolineare quel moto di fiducia che è necessario per creare realmente musica insieme, sovente plasmata negli istanti di creazione improvvisativa collettiva, perseguita affidandosi ad una sensibilità condivisa e all’ascolto reciproco.
Dal tocco pianistico – al tempo stesso fluente e brillante – della Cerizza, alla solida presenza armonica del contrabbasso di Oggionni, fino alla variegata costanza ritmica della batteria di Boselli, brano dopo brano prende quindi forma in questo disco una visione musicale che alterna momenti più incalzanti a oasi maggiormente riflessive, offrendo una sequenza sonora che passa da composizioni come – oltre al brano d’apertura – “Green light dive”, “Faith”, “La faccia sudata” o “Raggi”, fino ad arrivare a titoli quali “Come un ricordo di tante cose”, “Blue purple boots”, “Stralisco”, oltre alla conclusiva “Catene”, che suggella un disco dall’appeal piacevole e immediato. (© Gazzetta di Parma)