Perpectives

Simone Basile, John Patitucci, Antonio Cerfeda, «Perpectives», Encore Music, 2026, 1 CD.

Registrato il 26 giugno 2025 al Bunker Studio di Brooklyn, questo disco conferma il solido profilo del chitarrista e compositore Simone Basile, rappresentando una tappa significativa nel percorso di questo artista, raggiunta a seguito di un’intensa attività internazionale maturata tra Cina, Giappone e Stati Uniti. Un tracciato che ha trovato in questa sessione newyorkese il punto di condensazione di un carattere artistico fondato su immediatezza comunicativa e sensibilità compositiva.

In questa occasione Basile è affiancato dal basso di John Patitucci, una presenza che non riveste il semplice valore di una prestigiosa collaborazione. Il musicista nato a Brooklyn e ampiamente affermato grazie alle esperienze maturate con artisti come, tra gli altri, Chick Corea, Manhattan Transfer e Roger Waters, partecipa infatti a questo progetto come coprotagonista e interlocutore centrale, capace di orientare il dialogo del trio verso una dimensione elastica e profondamente musicale.

Accanto a lui, Antonio Cerfeda alla batteria costruisce una trama mobile, discreta e sensibile, sempre funzionale alla respirazione collettiva. Basile firma tutti gli otto brani e li dispone come tappe di un itinerario coerente, nel quale il misurato virtuosismo condiviso tra i tre musicisti asseconda una scrittura limpida, segnato da un carattere raffinatamente mainstream. “Back Home” apre il lavoro con il senso di un ritorno interiore, mentre “Bouncin’” introduce un’energia più pulsante e bilanciata. “Federica” valorizza il respiro melodico della chitarra, “Ti Pi Wa” agisce come breve cesura, mentre “Is That Real?” amplia significativamente il carattere armonico del dialogo strumentale.

In “Yin and Yang” il gioco delle polarità si traduce in equilibrio dinamico, mentre il brano eponimo riassume l’idea portante dell’album: non una risposta definitiva, ma un invito ad ascoltare da angolazioni diverse. La conclusiva “To Johnny” chiude l’album con un tono raccolto ed espressivamente delicato. Il lavoro di registrazione di John Davis, insieme al mix e al mastering di Antonio Castiello, restituisce un’immagine sonora nitida, vicina alla migliore sensibilità newyorkese per interplay e ricerca timbrica. (© Gazzetta di Parma)