Life
Annalisa De Feo, «Life», Filibusta Records 2026, 1 CD.
Con questo esordio da titolare la pianista e compositrice Annalisa De Feo compie un passo significativo nell’ambito di un percorso creativo già strutturato e riconoscibile per identità creativa. Da qualche tempo attiva con DOS (Duo Onirico Sonoro) – progetto condiviso con la violoncellista Livia De Romanis – De Feo sceglie in questa circostanza una dimensione più essenziale, rinunciando a ogni supporto elettronico e affidando al pianoforte il compito di sostenere l’intera architettura espressiva.
Il risultato è un album raccolto ma tutt’altro che scarno, nel quale lo strumento della titolare diventa luogo di indagine timbrica, memoria personale e apertura verso territori sonori contemporanei. Le nove tracce, per circa quarantadue minuti di musica, si dispongono come parti di un disegno coerente, attraversato da una commistione costante tra classicismo, sensibilità jazzistica e ricerca cameristica. In alcuni episodi, la presenza di Dario Miranda al contrabbasso ed Ermanno Baron alla batteria amplia il discorso senza alterarne il centro espressivo.
Il trio mostra un’intesa limpida, capace di passare da rarefazioni meditative a momenti più dinamici, lambendo talvolta la dissonanza senza mai trasformarla in gesto gratuito. Brani come “Prélude” – dal quale pare balenare un omaggio a “Des pas sur la neige”, sesto brano del primo libro dei Preludi di Debussy – e “Arabesque” chiariscono bene la doppia natura del lavoro: da un lato la sottrazione, il silenzio, la cura delle risonanze; dall’altro la proliferazione melodica, il movimento interno delle idee, la costruzione progressiva della forma.
“Nina” introduce un lirismo misurato, ulteriormente approfondito nella ripresa conclusiva per pianoforte e voce, mentre “Mirage Of Resonance” e “Miniature” conducono l’ascolto verso un terreno più sperimentale, fatto di tecniche estese e improvvisazione radicale.
“Life” è un disco che restituisce una musica di curata eleganza, nella quale la padronanza tecnica non appare mai ostentata ma trova – come, per esempio, in Glitter” – anche un andamento ritmico-narrativo dalla presa comunicativa immediata, o ancora momenti di delicata dolcezza, come nella già citata versione di “Nina” che chiude l’album con la voce della stessa De Feo.
(© Gazzetta di Parma)