Routes
Fabrizio Bosso Quartet, «Routes», Warner Italy 2026, 1 CD.
Con un tracciato d’ascolto costruito sull’alternanza tra sprazzi lirici e riflessivi e momenti più dinamici e trascinanti, in questo album pubblicato da Warner Italy lo scorso 15 giugno il quartetto di Fabrizio Bosso conferma una maturità espressiva che ritroviamo nei dieci brani qui raccolti quali differenti declinazioni di un medesimo, coerente linguaggio capace di miscelare uno stile jazzistico contemporaneo e vivacemente mainstream con innesti nutriti da una solida personalità.
Accanto a Julian Oliver Mazzariello al piano, Jacopo Ferrazza al contrabbasso e Nicola Angelucci alla batteria, il trombettista costruisce un disco fondato sul dialogo, inteso non come semplice alternanza di voci, ma come principio strutturale della musica. Ogni intervento sembra nascere dall’ascolto reciproco, in un equilibrio nel quale l’assolo non interrompe il flusso collettivo, bensì lo rilancia.
Il titolo indica con precisione la natura dell’album: una serie di rotte possibili dentro una materia jazzistica mobile, attraversata da richiami al bop, aperture modali e zone più sospese. La scrittura, quasi interamente originale e distribuita tra i componenti del gruppo, privilegia una forma narrativa essenziale. Brani come “Traveling People”, “Passeggiando” e “Better Days Ahead” rivelano una propensione al movimento, mentre episodi più essenziali come “Elevation” e “One Minute Song” funzionano come oasi o frammenti che ampliano la geografia interna del disco.
La tromba di Bosso resta naturalmente al centro, ma senza occupare tutto lo spazio. Il suo suono, luminoso e controllato, alterna slancio melodico e attenzione timbrica, lasciando emergere anche l’effettistica come colore, non come ornamento. Mazzariello sostiene e devia il discorso con eleganza armonica, Ferrazza dà profondità al tessuto ritmico, Angelucci ne governa le pulsazioni con una mobilità mai invadente. L’unico brano non originale, “Love Dance” di Ivan Lins, si inserisce con naturalezza nel percorso di ascolto.
Un album – peraltro registrato con palese cura per il suono al Cicaleto Recording Studio di Arezzo nello scorso mese di marzo – che conferma Bosso una delle personalità più riconoscibili del jazz italiano contemporaneo. (© Gazzetta di Parma)