Thee They Thy

Judith Berkson, «Thee They Thy», ECM Records 2026, 1 CD.

Con questo album Judith Berkson torna a pubblicare per ECM con un lavoro di rara densità poetica, capace di collocarsi in una zona mobile fra jazz, avanguardia, minimalismo e memoria liturgica.

Mezzosoprano, pianista, compositrice e improvvisatrice, Berkson concepisce questo disco come naturale prosecuzione della ricerca solitaria documentata in “Oylam”, ma ne amplia ora l’orizzonte attraverso la forma del trio.

Accanto a lei, Gerald Cleaver alla batteria e Trevor Dunn al contrabbasso non svolgono una semplice funzione di sostegno: partecipano piuttosto a un organismo sonoro mobile e al tempo stesso coeso, dove ogni gesto sembra nascere dall’ascolto reciproco e da una fiducia condivisa nell’indagine creativa estremamente originale.

Il repertorio alterna pagine composte, improvvisazioni libere, sperimentazioni vocali e materiali di ascendenza cantoriale. Brani come “Slow”, “Dust” e “Sated” mostrano una scrittura essenziale, concentrata, nella quale poche cellule melodiche vengono caricate di una forte tensione armonica.

“Dust”, in particolare, rivela la capacità di Berkson di fondere suggestioni classiche e sensibilità jazzistica entro una forma quasi spoglia, ma mai povera. Altrove, come in “Slowly Walk Into It”, il discorso si apre alla composizione estemporanea, lasciando emergere una sorta di flusso di coscienza vocale e strumentale.

La dimensione più radicale del disco affiora in “Torque” e nel brano eponimo, dove riferimenti dodecafonici, parodia dello scat e frammenti atonali vengono spostati fuori contesto con sensibilità postmoderna. Cleaver offre in “Cleav” un momento solistico di grande finezza timbrica, mentre Dunn imprime ad “Amerika” un’introspezione severa e toccante.

Il vertice emotivo resta però “V’shamru”, brano in cui l’esperienza vocale di Berkson diventa materia viva, quasi rituale, sostenuta da basso e percussioni con misura e sensibilità.

Registrato nel luglio 2021 all’Oktaven Audio Studio di Mount Vernon e prodotto da Manfred Eicher, “Thee They Thy” è un album che indaga i confini stilistici tra le categorie della creazione musicale contemporanea, rifuggendo un’immediatezza decorativa e proponendo un ascolto attento, profondo e consapevole di quanto sia originale e personale il pianismo e la vocalità di Judith Berkson. (© Gazzetta di Parma)