精進 (Shōjin)
Luca Dell’Anna, «精進 (Shōjin)», Artesuono 2026, 1 CD.
Con questo album Luca Dell’Anna firma un lavoro che conferma l’originale identità creativa del pianista e compositore nato a Ferrara e udinese d’adozione. Il titolo “Shōjin” è tratto dal lessico della filosofia Zen e rimanda al concetto di “dedizione” e a un percorso di crescita interiore: non un semplice riferimento descrittivo, ma la chiave per condividere l’architettura espressiva di questo disco. L’album, quarto progetto da leader del pianista, si muove infatti come una meditazione in forma sonora, nella quale la complessità di scrittura viene disciplinata entro un tratteggio essenziale e denso al tempo stesso.
La presenza del sassofonista giapponese Ryoma Mano offre al quartetto una tensione dialogica che si nutre di culture e sensibilità differenti, mentre Alessandro Fedrigo al basso elettrico e Luca Colussi alla batteria costruiscono un terreno mobile e dinamico. Dell’Anna guida l’insieme con un pianismo capace di passare dalla delicatezza introspettiva a sezioni più nervose ed energiche, generando un jazz moderno, metropolitano, nel quale l’eco dell’anima più occidentale di città come Tokyo e Osaka sembra tradursi in ritmi spezzati, illusioni metriche e strutture armoniche volutamente sfuggenti.
Registrato nel giugno 2025 negli studi Artesuono di Cavalicco e prodotto, registrato, mixato e masterizzato da Stefano Amerio, il disco beneficia di una resa sonora limpida, attenta ai dettagli timbrici e agli spazi tra gli strumenti. Le nove composizioni originali – che tracciano un percorso che da “Yin-Yang” conduce a “Then Tuesday It Is” – offrono un clima comunicativo immediato ma meditato, fatto di codici mobili, tensioni interne e continui slittamenti percettivi.
È proprio in questa capacità di organizzare il caos che questo lavoro trova la propria forza. Nato da un’intuizione maturata in Giappone già nel 2012 e riaccesa dall’incontro con Mano al Blue Note di Tokyo nel 2022, il progetto evita sia il piatto esotismo sia una vena sperimentale autoreferenziale. Dell’Anna in questo album mette a frutto la sua esperienza nella fusion e nelle musiche di confine proponendo un lavoro – realizzato anche con il contributo di Nuovo IMAIE – che offre un insieme di composizioni originali dal tratto denso, animato da una vena comunicativa personale e coerente. (© Gazzetta di Parma)